Biblioteca MARÍA ZAMBRANO


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La nostra biblioteca è uno spazio ad accesso libero e un centro di informazione sulla Spagna e sul mondo ispanico

 

Le origini della Biblioteca María Zambrano risalgono all’anno 1949 quando era ancora la biblioteca dell’Istituto Spagnolo di Lingua e Letteratura, istituzione che nel 1966 divenne l’Istituto Spagnolo di Cultura e che dal 1992 si chiama Istituto Cervantes.

La biblioteca è stata intitolata a María Zambrano per via del legame che la scrittrice e filosofa spagnola aveva con la città di Roma, ove risiedette e scrisse alcune sue opere.

[Fondi e collezioni]

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Fondo e  collezioni


 La collezione, attualmente composta da più di 33.000 volumi, si è sviluppata a partire dai fondi ereditati dalla biblioteca dell'Instituto Español de Lengua y Literatura, e successivamente grazie a continui acquisti e frequenti donazioni private e istituzionali.

La collezione viene aggiornata continuamente allo scopo di offrire un'immagine rappresentativa e attuale della realtà linguistica e culturale spagnola e ispanoamericana.

La maggior parte delle opere è pubblicata in spagnolo, anche se si possono trovare documenti anche in italiano e nelle altre lingue co-ufficiali della Spagna: galiziano, catalano e basco.

Il patrimonio della biblioteca è suddiviso in diverse sezioni:

  • Letteratura spagnola e ispanoamericana 
  • Risorse didattiche per l’insegnamento e l’apprendimento dello spagnolo come lingua straniera (ELE)
  • Storia della letteratura, critica e studi letterari
  • Storia, arte e scienze sociali
  • Sezione per giovani e bambini con libri, riviste e materiale audiovisivo
  • Fumetti
  • Cinema, film e documentari spagnoli e latinoamericani
  • Musica spagnola e latinoamericana
  • Riviste culturali e di attualità
  • Opere di riferimento

Da segnalare anche altre collezioni speciali che vengono aggiornate costantemente:

 - Il Fondo AISPI è costituito dalle pubblicazioni dei membri dell’Associazione Ispanisti Italiani (AISPI), che nel 1994 hanno scelto la nostra biblioteca quale depositaria di tutte le loro pubblicazioni e quale incaricata della conservazione e diffusione delle loro opere.
Attualmente questa raccolta è composta da più di 1.000 monografie e più di 3.000 articoli digitalizzati. Accesso al catalogo del Fondo AISPI

- Il Fondo María Zambrano, creato nel 2004 (anno in cui la biblioteca è stata intitolata alla filosofa di Málaga) allo scopo di fornire un punto di riferimento agli studiosi della sua opera, è costituito da oltre 130 monografie, alcune delle quali in edizioni speciali, e da più di 150 articoli digitalizzati.

- Una collezione locale che raccoglie diversi documenti sulle relazioni politiche, economiche e culturali tra Spagna e Italia nel corso della storia, in particolare. Comprende inoltre traduzioni in italiano di opere della letteratura spagnola e ispanoamericana, traduzioni in spagnolo di opere della letteratura italiana, libri pubblicati in Italia sulla Spagna e sull’America Latina e sulle relazioni storiche e attuali con l’Italia, nonché opere sull’Italia, e in particolare su Roma, in spagnolo.

- Il fondo antico, che comprende opere dal XVI al XIX secolo ed edizioni dei primi cinquant’anni del Novecento.

[Contatto e orario]

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Contatto
Días de apertura

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Orario
Lunedì a giovedì Dalle  9:30 alle 17:00          
Venerdì Dalle 9:30 alle 14:30 
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[FAQ]

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[Biografia]

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Biografia di María Zambrano


María Zambrano  (Vélez-Málaga, Málaga, 22 aprile 1904 - Madrid, 6 febbraio  1991).

All’età di quattro anni si trasferisce da Vélez-Málaga a Madrid e poi da lì a Segovia, dove trascorre la sua adolescenza. Dal 1924 al 1927 studia Filosofia a Madrid, frequentando le lezioni di José Ortega y Gasset, Manuel García Morente, Julián Besteiro e Xavier Zubiri. Durante questo periodo partecipa ai movimenti studenteschi e collabora con diversi giornali. La sua prima opera, Orizzonte del liberalismo (1930), è frutto degli avvenimenti politici di quegli anni. Dal 1931 ricopre il ruolo di assistente alla cattedra di Metafisica presso l’Università Central e nel 1932 collabora con riviste quali Revista de Occidente, Cruz y Raya e Hora de España. Negli anni che precedono l’esilio stringe amicizia con i membri della Generazione del ’27, tra cui: Luis Cernuda, Emilio Prados, Miguel Hernández e Jorge Guillén. Si reca all’Avana, dove conosce José Lezama Lima e tiene una conferenza su José Ortega y Gasset.

 

Allo scoppio della guerra torna in Spagna per collaborare con la Repubblica; vive a Valencia e Barcellona fino al 1939, anno in cui attraversa il confine francese per andare in esilio. Dopo aver soggiornato in città come Parigi, New York o L’Avana, si stabilisce in Messico, dove tiene lezioni di filosofia all’Università di San Nicolás de Hidalgo di Morelia. In Messico conosce Octavio Paz e León Felipe. In quell’anno ha inizio un periodo di intensa attività letteraria segnato dall’esilio, durante il quale pubblica Pensiero e poesía nella vita spagnola e Filosofia e poesía.

Dopo aver frequentato l’Università di Porto Rico, nel 1946 si reca a Parigi, dove conosce Albert Camus e René Char. Dal 1948 al 1953 risiede all’Avana e successivamente a Roma, dove scrive alcune delle sue opere più importanti, tra cui L’uomo e il divino, I sogni e il tempo e Persona e democrazia. A Roma stringe rapporti con intellettuali italiani come Elena Croce e Vittoria Guerrini e con altri esiliati spagnoli come Ramón Gaya, Rafael Alberti o Jorge Guillén. Nel 1964 lascia Roma per stabilirsi in Francia e in questo periodo di ritiro la sua proposta filosofica acquista un tono mistico che si riflette in opere come Chiari del bosco o Dell’aurora.

Con l’articolo Los sueños de María Zambrano di José Luis López Aranguren, pubblicato nel 1966 sulla Revista de Occidente, inizia in Spagna un lento riconoscimento dell’importanza della sua opera. Tra gli altri riconoscimenti, nel 1981 le viene conferito il Premio Principe delle Asturie e viene nominata dottore honoris causa dall’Università di Malaga.

Al suo ritorno in Spagna inizia una nuova fase di attività intellettuale, dedicandosi alla riedizione di opere già pubblicate e alla stesura di numerosi articoli. Il riconoscimento della sua opera raggiunge il culmine nel 1988, quando il Ministero della Cultura spagnolo le conferisce il Premio Miguel de Cervantes per la Letteratura.