Biblioteca 

RAFAEL ALBERTI

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La biblioteca dell’Instituto Cervantes di Napoli è dedicata al poeta e drammaturgo spagnolo Rafael Alberti, membro della Generazione del 27, noto per la sua opera lirica e per il suo impegno politico che lo portò all’esilio in Argentina e in Italia. Con Marinero en tierra, pubblicato da Biblioteca Nueva, vinse il Premio Nazionale di Letteratura nel 1925.

[Fondi e collezioni]

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Fondi e collezioni


La biblioteca è stata inaugurata nel 1996, proseguendo l’opera svolta dall’Istituto di Cultura Spagnola Santiago, ex Centro Culturale Spagnolo, sin dal 1948. A partire dal settembre 2006, ha assunto il nome del poeta spagnolo Rafael Alberti ed è stata inaugurata il 20 giugno 2007. All’inizio del 2021 è stata trasferita nella nuova e attuale sede in Via Chiatamone. Tra i fondi più significativi spiccano una collezione di manoscritti dell’epoca vicereale, attualmente in fase di digitalizzazione presso la Biblioteca Patrimonial di Alcalá de Henares, e la collezione di letteratura ispanoamericana proveniente dalla donazione dell’ispanista Alessandra Riccio, che conta quasi 3.000 documenti. 

Il fondo della biblioteca è composto da circa 19.000 volumi rappresentativi della cultura spagnola e ispanoamericana. La maggior parte delle opere è pubblicata in spagnolo, sebbene siano presenti anche documenti in altre lingue della Spagna (galiziano, catalano e basco) e in italiano.

Il fondo della biblioteca è suddiviso in diverse sezioni:

  • Opere di consultazione.
  • Letteratura spagnola e ispanoamericana.
  • Materiale per l’insegnamento e l’apprendimento dello spagnolo, del catalano, del galiziano e dei baschi.
  • Storia e biografie.
  • Arte e scienze sociali.
  • Letteratura per l’infanzia e per ragazzi.
  • Traduzioni in italiano di letteratura ispanica e letteratura italiana tradotta in spagnolo.
  • Cinema, film e documentari.
  • Riviste culturali.


Oltre alla collezione «Una biblioteca, un autor», che comprende diverse prime edizioni a cui si aggiungono le novità pubblicate sul poeta di Cadice.

[Contatti e orari]

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Contatto
Giorni di apertura

Giorni di apertura

Orario
Lunedì Dalle 12:00 h alle 14:00 h
Dalle 15:00 h alle 18:00 h
Mercoledì Dalle 9:00 h alle 14:00 h
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[Biografia]

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Biografia di Rafael Alberti


Rafael Alberti Merello (El Puerto de Santa María, Cadice, 16 dicembre 1902 - El Puerto de Santa María, Cadice, 28 ottobre 1999). Poeta spagnolo della Generazione del '27.

Inizia gli studi superiori presso il Collegio dei Gesuiti di Puerto de Santa María. Nel 1917 si trasferisce a Madrid, dove abbandona gli studi superiori per dedicarsi alla pittura, che eserciterà una grande influenza sulla sua opera; nel 1922 tiene una mostra all’Ateneo. Per motivi di salute, poco dopo, si trasferisce a vivere sulle montagne di Guadarrama e Rute, dove inizia a scrivere le sue prime poesie, raccolte sotto il titolo di Marinero en tierra. Con questo libro ottiene il Premio Nazionale di Letteratura (1924-25), assegnato da una giuria composta da Antonio Machado, Menéndez Pidal e Gabriel Miró. A quest’opera seguirono La Amante (1925) e El alba de alhelí (1925-26). Nei suoi primi libri si nota chiaramente l’influenza di Gil Vicente, del Cancionero e del Romancero spagnoli e di altri autori come Garcilaso, Góngora, Lope, Bécquer, Baudelaire, Juan Ramón Jiménez o Antonio Machado.

La sua poesia è «popolare» – secondo Juan Ramón Jiménez – «ma senza facili retaggi, personalissima, di tradizione spagnola, ma senza inutili richiami al passato, nuova, fresca e al tempo stesso compiuta, fluida, agile, spiritosa, scintillante: tipicamente andalusa». La fase neogongorista e umoristica di Cal y canto (1926-1927) segna il passaggio di questo autore alla fase surrealista di Sobre los ángeles (1927-1928). Da quel momento in poi, e dopo essersi iscritto al partito comunista, la sua opera assume un tono politico. Questa svolta lo porta a considerare la sua opera precedente come un cielo chiuso e un contributo irrimediabile alla poesia borghese.

 

La poesia di Alberti assume sempre più un tono ironico e straziante, come nelle poesie burlesche Yo era un tonto y lo que he visto me ha hecho dos tontos (1929), Sermones y moradas (1929-1930) e nell’elegia civica Con los zapatos puestos tengo que morir (1930). A partire dal 1931 si dedica al teatro, portando in scena El hombre deshabitado e El adefesio. Successivamente visita diversi paesi europei, grazie a una borsa di studio concessa dalla Junta de Ampliación de Estudios, per studiare le nuove tendenze teatrali.

Nel 1933 scrive Consignas e Un fantasma recorre Europa, e nel 1935, 13 bandas y 48 estrellas. Nel 1939, al termine della Guerra Civile spagnola, emigra nella Repubblica Argentina. Prolungatosi fino al 1963, l’esilio a Buenos Aires non interrompe la sua attività letteraria. La casa editrice di Gonzalo Losada pubblica la raccolta Poesía (1924-1939), esce Entre el clavel y la espada (1941) e Alberti compone una trilogia drammatica, di stampo neopopolare, composta da El trébol florido (1940), El adefesio (1944) e La Gallarda (1944-1945).

Nel 1941 nasce sua figlia Aitana e, a partire dal 1949, con Juan de Mairena nei suoi pensieri, scrive le poesie che comporranno il volume Coplas de Juan Panadero, nella cui prima edizione l’autore figura come collezionista e amico di Juan Panadero, un poeta del popolo, rifugiato dopo la Guerra Civile e vagabondo per l’Iberoamerica. Nel 1951 completa due omaggi alla sua terra d’accoglienza, Buenos Aires, in Tinta China e Baladas y canciones del Paraná. Un anno dopo viene pubblicata l’edizione di Retornos de lo vivo lejano.
Durante gli anni Cinquanta, sempre più popolare tra i lettori di tutto il mondo, Alberti continua a viaggiare. In diverse occasioni visita varie zone del blocco comunista, ammirando la bellezza di paesi come la Cina e l’ex Unione Sovietica. E il 28 maggio 1963, dopo quasi ventiquattro anni di vagabondaggio in Argentina, Alberti arriva a Roma, stabilendosi — non a caso — nel popoloso quartiere di Trastevere. Lì continuerà a scrivere e, con lo stesso impegno, si dedicherà alla sua attività di pittore. Studia nuove tecniche di incisione, litografia e acquaforte, e produce una ricca produzione grafica. Proprio quell’anno riceve una buona notizia: in Spagna viene pubblicata Summa taurina, la prima edizione di un’opera sua dal 1939.

Nel 1977 torna finalmente in Spagna. La sua produzione poetica prosegue con la stessa intensità in questi anni, protrattasi senza interruzioni fino a un’età molto avanzata.

Nello stesso anno viene eletto deputato per il Partito Comunista Spagnolo, ma rinuncia al suo seggio per dedicarsi alla sua attività letteraria e tenere recital in tutta la Spagna. I suoi libri di memorie riscuotono grande successo nelle varie edizioni, sempre più complete, dei diversi volumi della sua Arboleda perdida. Tra i numerosi riconoscimenti e omaggi a lui dedicati spicca il Premio Miguel de Cervantes, che gli viene conferito nel 1983.